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Secondo Finco per rilanciare il settore edilizio servono una serie di misure di efficienza energetica per il costruito Rendere permanenti le agevolazioni per la riqualificazione degli edifici "consentirebbe più facilmente l'erogazione della agevolazione del 55% anche per la 'riqualificazione sismica', poichè spalmerebbe su più anni la perdita per l'erario, che in realtà sarebbe anche compensata dal maggior gettito generato dalla ripresa delle attività'. Ne è convinta Finco (Federazione industrie prodotti impianti e servizi per le costruzioni, aderente a Confindustria), che in materia di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare italiano ha presentato sei proposte, volte a rilanciare il settore. Maggioranza qualificata in condominio Oltre all'estensione generalizzata del Piano Casa anche ai manufatti industriali e commerciali e non solo a quelli residenziali (come già previsto in alcune Regioni), un'altra proposta riguarda il trattamento da riservare - in deroga - alla tipologia di maggioranza necessaria per attuare le misure di abbattimento e ricostruzione con premio volumetrico in sede di condominio, qualora si voglia agire con particolare riferimento alle misure di efficienza energetica. Secondo Finco, trasformare (come nel caso delle autorizzazioni per le autorimesse) da unanime a qualificata la maggioranza necessaria rappresenterebbe una misura decisiva nelle città. Detassazione degli utili reinvestiti La quarta proposta - contenuta nella lettera indirizzata al ministro Tremonti dalla presidente di Confindustria-Finco Rossella Giavarini - consiste nell'ampliamento della platea delle categorie merceologiche cui è possibile applicare la detassazione degli utili reinvestiti anche a tutte quelle riguardanti i beni strumentali per l'edilizia non già ricompresi nel codice ATECO 28. Eco-prestito Finco inoltre propone la possibilità di accedere a prestiti agevolati a tasso 0 per 10 anni fino ad un massimo di 30.000 euro per ciascun beneficiario. Per poter usufruire di tale "eco-prestito" occorrerebbe certificare - attraverso un progettista iscritto all'Ordine - di aver effettuato almeno due interventi, che vanno dall'incremento dell'efficienza energetica delle coperture e delle pavimentazioni a quello dei muri perimetrali e delle finestre, porte esterne e schermature solari, all'installazione di apparecchiature e sistemi per riscaldamento e produzione di energia elettrica ed acqua calda utilizzanti fonti rinnovabili o assimilate. La misura concorrerebbe all'abbattimento delle emissioni di CO2 del patrimonio costruito e potrebbe essere finanziata dalle Fondazioni Bancarie, e/o dalla Cassa Depositi e Prestiti, fino alla concorrenza di una cifra da individuare. L'Eco-prestito potrebbe essere rimborsato in dieci anni, ma i lavori dovrebbero iniziare entro il 2010 e terminare al massimo entro l'anno successivo. Rendere stabile il 55% La sesta proposta avanzata da Finco è la proroga al 2012, o possibilmente una stabilizzazione, della detrazione fiscale del 55% delle spese per la riqualificazione energetica degli edifici. Questa misura contribuirebbe all'efficientizzazione del costruito nazionale, facendo emergere notevoli porzioni di lavoro nero e rinvigorendo una parte vitale dell'industria nazionale e della connessa occupazione.
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